Amanda Sandrelli

LA LOCANDIERA

di Carlo Goldoni

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Spettacolo audiodescritto per il
pubblico non vedente e ipovedente


 

          

 

presentano

Amanda Sandrelli

in

LA LOCANDIERA

di Carlo Goldoni

adattamento e drammaturgia di Francesco Nicolini

con

Alex Cendron, Giuliana Colzi, Andrea Costagli,
Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci

 

Regia

Paolo Valerio, Francesco Niccolini

 

scene Antonio Panzuto
costumi Giuliana Colzi
luci Marco Messeri
musiche Antonio Di Pofi
movimenti di scena Monica Codena
assistente alla regia Francesco Mattonai

assistente ai costumi Susanna Fabbrini
ufficio stampa Fabrizio Calabrese

Macchinista Luca Giovagnoli
Datore luci  Gianni Merli
Fonico  Sandro Salvini
Organizzazione  Costanza Gaeta
Amministrazione  Valentina Strambi, Cecilia Benelli

Scene realizzate dal Laboratorio del Teatro Sociale di Rovigo 

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Personaggi e interpreti (in ordine di apparizione)
Marchese – Andrea Costagli
Conte – Dimitri Frosali
Fabrizio – Massimo Salvianti
Cavaliere – Alex Cendron
Mirandolina – Amanda Sandrelli
Ortensia – Lucia Socci
Dejanira – Giuliana Colzi

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Durata dello spettacolo: 90 minuti
Numero atti: uno
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TRAMA
È una delle commedie cosiddette di “carattere”, che fa centro sulla figura di Mirandolina, avvenente e vivace patrona di una locanda a Firenze. Qui il marchese di Forlipopoli e il conte di Albafiorita si contendono i favori della bella e giovane ostessa, l’uno forte della sua nobiltà, l’altro della sua ricchezza.
Nemico delle donne si proclama, invece, il cavaliere di Ripafratta, ma la locandiera, piccata, s’impegna a farlo innamorare, trionfando così su «quei cuori barbari e duri, che son nemici di noi, che siamo la miglior cosa che abbia prodotto al mondo la bella madre natura.» (Atto I, scena IX).
Nel contempo lei deve cercare di non spiacere al cameriere Fabrizio, a cui il padre l’ha promessa in sposa. Abilmente destreggiandosi tra questi personaggi, Mirandolina si fa aiutare da due commedianti, Ortensia e Dejanira, presentatesi alla locanda con falsi titoli nobiliari e corteggiate dal conte e dal marchese.
La locandiera usa molte attenzioni al cavaliere di Ripafratta, che nel timore di cedere alle sue arti decide di partire per Livorno. Ma Mirandolina in una stupenda scena di seduzione vince ogni sua resistenza, ricorrendo per ultimo anche ad un finto svenimento, che finisce per turbare profondamente il burbero cavaliere.
Ma Mirandolina ben presto muta tattica e si mostra sdegnosa verso il cavaliere, che, innamorato, le invia doni e ardenti suppliche.
La giovane non cede e il cavaliere, deriso dal conte, lo sfida a duello. Mirandolina interviene a calmare i contendenti. Alla fine decide di porre fine al suo gioco e dichiarare in presenza dei suoi tre pretendenti che sposerà Fabrizio. Allora il cavaliere di Ripafratta parte maledicendo le donne, mentre il conte e il marchese assicurano Mirandolina che cambieranno locanda.

 

 

 

 

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