• PLAUTUS FESTIVAL 2021
    61° Edizione

    9 luglio - 19 agosto

    Direzione Artistica
    Cristiano Roccamo

CASSANDRA E IL RE

di Giuseppe Argirò

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IMPORTANTE

Si rende noto che in esecuzione all’art. 3 del Decreto Legge 23 luglio 2021, n. 105, l’accesso allo spettacolo è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19, di cui all’articolo 9, comma 2, Decreto Legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87.
Ulteriori informazioni sono acquisibili accedendo ai seguenti siti web:
Ministero della Salute
Certificazione verde COVID-19

 


Spettacolo audiodescritto per il
pubblico non vedente e ipovedente


 

 

 

presenta

Jun Ichikawa e Leandro Amato

in

CASSANDRA E IL RE

da Omero, Eschilo, Euripide

Drammaturgia e regia di

Giuseppe Argirò

Musiche originali di Vincenzo Incenso e Rosario Di Bella

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Durata dello spettacolo: 90 minuti
Numero atti: uno
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PRESENTAZIONE
E’ uno spettacolo in cui l’elegia tragica si trasforma in una tessitura visionaria.
Gli accenti non sono unicamente teatrali, ma virano verso la composizione cinematografica. Non casualmente i due interpreti, infatti, sono attori che frequentano con successo ambedue i generi.
Jun Ichikawa, in particolare, è una delle attrici giapponesi più affermate in Europa ed è considerata un’icona dalle nuove generazioni del suo Paese. Nel ruolo di Cassandra ha le possibilità di sperimentare tutte le tecniche della performer, dalla recitazione, al canto, alla danza, raccontando teatralmente non solo le vicende della profetessa di Apollo, ma avvicendandosi in diversi ruoli che ricostruiscono in maniera avvincente la storia della città di Troia e del suo assedio.
Epica, teatro e cinema si fondono per ricreare un genere vivo, in cui l’affabulazione, pur facendo riferimento a una tradizione mai scomparsa, si rigenera attraverso la poesia lacerante della modernità.
L’Agamennone di Leandro Amato, attore di consolidata esperienza teatrale e interprete di rilievo nell’ambito della canzone melodica popolare, spesso accanto a Beppe Fiorello in diverse fiction televisive, è un personaggio diviso tra l’affermazione del potere, le ragioni della guerra e la scoperta di una donna diversa, Cassandra, dalla quale però si sente irrimediabilmente attratto, dando vita a una relazione che oscilla tra eros e thanatos, amore e morte.
Lo spazio che li separa dal ritorno a Micene, dove Agamennone conoscerà la morte, è un breve tempo in cui vivere tutta la vita, superare le diffidenze e il conflitto che li vede nemici, riunire le loro solitudini in un amore appassionato, vibrante che non si può sottrarre al destino.
Le sonorità mediterranee della musica fanno volutamente da contrappunto alla modernità di interpretazione. La ricerca musicale è una sperimentazione colta e raffinata di suoni, temi, melodie che si rifanno alla scala dorica e ai primi poemi epici persiani.
Il clima dello spettacolo non è mai unico: attraverso la visione dei personaggi, a cui danno vita i due unici interpreti, le cadenze della drammaturgia si spostano dal sublime della tragedia alla levità di generi diversi, come accade nel prologo degli dei, in cui prevalgono l’ironia e l’inventiva teatrale.
Cassandra è un viaggio nell’inconscio collettivo, alla ricerca degli archetipi e dei modelli fondativi dell’uomo, alla scoperta dell’amore, dell’odio, della morte, della vita.

Giuseppe Argirò

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Cassandra la pazza, la visionaria, la santa, la profetessa inascoltata. È una straniera in un mondo che non l’ha mai accolta. La sua diversità costituisce anche la sua forza ed è il segno con cui si rivelerà agli uomini. La figlia di Priamo è da sempre affrancata dal consorzio umano, vive ai margini, al limite della ragione, nelle zone oscure di una psiche ingovernabile. Cassandra è una posseduta e al contempo una donna piena di grazia in un’oscillazione costante tra sacro e profano. Di tutte le eroine greche è quella che maggiormente si avvicina alla condizione dell’antieroe moderno: una donna condannata alla solitudine e all’impotenza dell’anima. La sua condanna consiste nel prevedere senza poter agire. Cassandra non può fare a meno di vedere; è traumatizzata costantemente dalla visione. Lei non può operare alcuna rimozione e costringe chi gli sta intorno ad interrogarsi sul dolore ma nessuno può accettare consapevolmente la sofferenza, così le sue profezie rimangono inascoltate: nessuno vuole crederle, perché tutti sanno nel profondo che ciò che racconta del mondo, è vero.
Solo un uomo ne avrà compassione e pur non comprendendola, l’amerà. Un uomo avvezzo alla guerra e non alle parole, in grado di far sua ogni cosa che desideri, un uomo che in nome della gloria, ha sacrificato gli affetti più cari: Agamennone.
Cassandra ha aperto una breccia nel suo cuore spietato e gli ha regalato un volto più umano.
In questo universo dolente e contraddittorio, si muovono Cassandra e il Re, ognuno di loro salva l’altro e ognuno lo condanna. La morte è una fedele compagna per entrambi e in quel breve spazio che li separa dalla fine, consumano il loro amore fatto di memoria e di silenzi. La loro agnizione li getta al di fuori della storia, immuni da qualsiasi giudizio morale.
Lo sfondo è la spiaggia di Troia da cui partire per un viaggio che li porterà di fronte ai leoni di Micene dove conosceranno la loro fine, uniti in un abbraccio infinito, uccisi entrambi dalla vendetta omicida di Clitennestra. I due protagonisti si fronteggiano nello spazio scenico superando la diffidenza del conflitto e della diversa provenienza, confessandosi vicendevolmente.
Agamennone supererà le asprezze e le crudeltà della guerra raccontando la propria interiorità e liberandosi dalla responsabilità dell’essere re. Cassandra scoprirà i sui desideri di normalità e la volontà di essere amata per quello che è al di là del suo potere profetico.
Due esseri umani lacerati dalla contraddizione, incapaci di esprimere compiutamente le loro emozioni, si ritrovano in una scena senza tempo, molto più vicina ai nostri tempi che non a una classicità perduta e mitologica.

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Aperto dai primi giorni del mese di luglio fino al termine del Festival

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