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Da 60 anni il classico sotto le stelle

Nella grafica realizzata per i 60 anni del Plautus Festival abbiamo voluto raccontare, attraverso un’immagine e un concept, quello che da sempre questa rassegna ha rappresentato e rappresenta, mettendo in luce la sua storia e le sue caratteristiche identificative.

Amanda Sandrelli

LA LOCANDIERA


Spettacolo audiodescritto per il
pubblico non vedente e ipovedente


In relazione alle previsioni meteo per questa sera, si rende noto che il servizio meteo ARPAE EMILIA-ROMAGNA non prevede a Sarsina piogge nel pomeriggio ed in serata, come da slide di cui di seguito:

Anche considerato che l’Arena Plautina è dotata di una copertura mobile, a protezione sia del pubblico, sia degli attori, si ritiene di poter confermare con suffiente sicurezza la messa in scena dello spettacolo “La Locandiera”.
Visto il rilevante abbassamento delle temperature, si consiglia però di adeguare il proprio abbigliamento.
La copertura mobile dell’Arena Plautina potrebbe però dimostrarsi inefficace in caso di violenti temporali o “trombe d’aria”, comunque non previste per la serata.
L’organizzazione del Festival non si assume comunque alcuna responsabilità qualora improvvisi e non previsti cambiamenti meteo dovessero impedire o interrompere la messa in scena dello spettacolo.
E’ comunque possibile visionare le immagini della webcam presente a Sarsina, CLICCANDO QUI!


 

 

          

 

presentano

Amanda Sandrelli

in

LA LOCANDIERA

di Carlo Goldoni

adattamento e drammaturgia di Francesco Nicolini

con

Alex Cendron, Giuliana Colzi, Andrea Costagli,
Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci

 

Regia

Paolo Valerio, Francesco Niccolini

 

scene Antonio Panzuto
costumi Giuliana Colzi
luci Marco Messeri
musiche Antonio Di Pofi
movimenti di scena Monica Codena
assistente alla regia Francesco Mattonai

assistente ai costumi Susanna Fabbrini
ufficio stampa Fabrizio Calabrese

Macchinista Luca Giovagnoli
Datore luci  Gianni Merli
Fonico  Sandro Salvini
Organizzazione  Costanza Gaeta
Amministrazione  Valentina Strambi, Cecilia Benelli

Scene realizzate dal Laboratorio del Teatro Sociale di Rovigo 

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Personaggi e interpreti (in ordine di apparizione)
Marchese – Andrea Costagli
Conte – Dimitri Frosali
Fabrizio – Massimo Salvianti
Cavaliere – Alex Cendron
Mirandolina – Amanda Sandrelli
Ortensia – Lucia Socci
Dejanira – Giuliana Colzi

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Durata dello spettacolo: 90 minuti
Numero atti: uno
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TRAMA
È una delle commedie cosiddette di “carattere”, che fa centro sulla figura di Mirandolina, avvenente e vivace patrona di una locanda a Firenze. Qui il marchese di Forlipopoli e il conte di Albafiorita si contendono i favori della bella e giovane ostessa, l’uno forte della sua nobiltà, l’altro della sua ricchezza.
Nemico delle donne si proclama, invece, il cavaliere di Ripafratta, ma la locandiera, piccata, s’impegna a farlo innamorare, trionfando così su «quei cuori barbari e duri, che son nemici di noi, che siamo la miglior cosa che abbia prodotto al mondo la bella madre natura.» (Atto I, scena IX).
Nel contempo lei deve cercare di non spiacere al cameriere Fabrizio, a cui il padre l’ha promessa in sposa. Abilmente destreggiandosi tra questi personaggi, Mirandolina si fa aiutare da due commedianti, Ortensia e Dejanira, presentatesi alla locanda con falsi titoli nobiliari e corteggiate dal conte e dal marchese.
La locandiera usa molte attenzioni al cavaliere di Ripafratta, che nel timore di cedere alle sue arti decide di partire per Livorno. Ma Mirandolina in una stupenda scena di seduzione vince ogni sua resistenza, ricorrendo per ultimo anche ad un finto svenimento, che finisce per turbare profondamente il burbero cavaliere.
Ma Mirandolina ben presto muta tattica e si mostra sdegnosa verso il cavaliere, che, innamorato, le invia doni e ardenti suppliche.
La giovane non cede e il cavaliere, deriso dal conte, lo sfida a duello. Mirandolina interviene a calmare i contendenti. Alla fine decide di porre fine al suo gioco e dichiarare in presenza dei suoi tre pretendenti che sposerà Fabrizio. Allora il cavaliere di Ripafratta parte maledicendo le donne, mentre il conte e il marchese assicurano Mirandolina che cambieranno locanda.

 

 

 

 

Edoardo Siravo

PROMETEO


Spettacolo audiodescritto per il
pubblico non vedente e ipovedente


 

Presenta

Edoardo Siravo

in

PROMETEO

da Eschilo
adattamento di Patrick Rossi Gastaldi

con

Ruben Rigillo, Silvia Siravo,
Gabriella Casali e Alessandro D’Ambrosi

 

Regia

Patrick Rossi Gastaldi

 

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Durata dello spettacolo: 60 minuti circa
Numero atti: uno
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Prometeo
Non è chiusa superbia il mio silenzio,
ma è coscienza che dilania il cuore
quando ripenso come sono offeso.

Ma udite la miseria dei mortali
prima, indifesi e muti come infanti,
e a cui diedi il pensiero e la coscienza.
Parlerò senza biasimo degli uomini,
ma narrerò l’amore del mio dono.
Essi avevano occhi e non vedevano,
avevano le orecchie e non udivano,
somigliavano a immagini di sogno,
perduravano un tempo lungo e vago
e confuso, ignoravano le case
di mattoni, lo opere del legno:


finché indicai come sottilmente
si conoscono il sorgere e il calare
degli astri, e infine per loro scoprii
il numero, la prima conoscenza,
e i segni scritti come si compongono,
la memoria di tutto, che è la madre
operosa del coro delle Muse.
Enzo Mandruzzato, IL TEATRO GRECO – Tragedie – Prometeo incatenato.
Milano: radiciBUR, 2006, p. 264-265

 

PRESENTAZIONE
Prometeo è il dio amico degli uomini e loro benefattore, il Titano che li favorisce dando loro il fuoco contro il volere di Zeus.
Il fuoco significa il sapere e Zeus rappresenta lo status quo, la situazione dominante dell’Occi dente attuale.
Prometeo, «colui che riflette prima», il Titano che ama il genere umano, altro non è se non la metafora d’una lotta inesausta, identica a se stessa nell’apparente trascorrere del tempo: lotta contro il potere dei pochi, affidato all’ignoranz a dei molti. Ed è questo il segreto che Prometeo ha carpito ai numi: senza il fuoco della conoscenza lo sfruttato è il miglior alleato dello sfruttatore, perché non ha coscienza dei diritti.
Prometeo non è un solo mito, è un modo d’essere dell’uomo nella storia di tutti i tempi. Come un passero intrappolato, piuttosto che vivere in gabbia si rompe le ali contro le sbarre per riconquistare la libertà di volare, così l’uomo sfida le imposizioni e mette in gioco la vita, se il potere prova a imporgli un’ideol ogia di annientamento della sua libertà di scelta.
La scintilla del fuoco, da Prometeo sottratto all’egoismo degli dèi, accende una luce in un mondo popolato da esseri confusi e atterriti, che si aggirano «simili a larve di sogni», sulla terra desolata, e li guida verso una vita più consona alla loro dignità di uomini. Egli è dunque il fiero eroe ribelle alla tirranide, dotato di una fede incrollabile nell’uomo.
Una condizione senz’altro riconducibile alla nostra attuale in cui anche ciascuno di noi, forse confuso e spaventato, dovrà portare con sé la fiaccola del fuoco sacro della conoscenza per non essere mai asservito al potere ma sempre artefice del proprio destino.

Gabriella Casali

NOTE DI REGIA
Dopo la rivolta di Zeus contro il padre Crono e la guerra che ne segue, Zeus si insedia al potere e annienta i suoi oppositori.
Prometeo, per aver donato il fuoco agli uomini, subisce  la sua collera e viene incatenato ai confini della terra nella regione della Scizia e il suo fegato sarà divorato in eterno da un’aquila famelica.
Il dramma, interamente statico, mette in scena Prometeo di fronte a diversi personaggi divini, senza mai presentare un confronto diretto tra Zeus e il Titano.
La centralità di Prometeo in tutta l’opera è costante: un ribelle contro Zeus e i nuovi Dei che piegano ogni cosa alla loro volontà. Il protagonista appare cosi’ portatore di un valore  che non può non suscitare simpatia nello spettatore cioè la solidarietà verso gli uomini e la volontà di aiutarli a progredire facendo loro conoscere il fuoco.
L’ identificazione del pubblico in Prometeo avviene in quanto il Titano, come l’uomo, aspira ad un pò di più che non gli è concesso. E’ un eroe confinato in un sistema di valori arcaici,dove l’ambizione a un “di più” è considerata un atto intollerabile di superbia e tracotanza.
L’adattamento tende ad essere più diretto possibile, senza però, togliere alcuni misteri che le parole sanno suscitare, incantare, sognare, pensare. Senza sconvolgere i pensieri aulici e poetici che l’autore ci tramanda.
Una domanda sorge ora nel 2020: merita l’uomo questo supplizio atroce, senza pace e senza fine che Prometeo, innamorato dell’umano, subisce?

Patrick Rossi Gastaldi

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Il Plautus Festival formula le più sentite felicitazioni all’amico Edoardo Siravo,
per l’assegnazione del “Premio alla carriera – FLAIANO TEATRO 2020

 

 

NERONE


presenta

Massimo Boncompagni

in

NERONE

di Massimo Boncompagni

ambienti sonori Sara Castiglia
scene realizzate in vollaborazione con la coperativa sociale  L’Albero e La Rua di San Sepolcro (AR)
costumi Gloria Fabbri
realizzazione video Samuele Poggi e Dardari Multimedia
direttore di scena Antonio Salerno
organizzazione Valentina Santi

 

Regia

Riccardo Bartoletti

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Durata dello spettacolo: 70 minuti
Numero atti: uno
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NOTE DI REGIA
Come tutti i migliori personaggi della Classicità anche Nerone è un uomo del presente, con i suoi vizi, le sue virtù, le sue passioni e le sue dannazioni.
In questo allestimento ho immaginato Nerone abitare un vero e proprio “magazzino della memoria”, dove i ricordi della sua vita e delle sue gesta sono racchiusi in scatole e scatoloni che affollano il palco, a ricordarci quanto complessa sia poi in ogni epoca la mente dell’Uomo.
Nerone è un pazzo, o c’è un pazzo che si crede Nerone?
Nerone morirà suicida giovanissimo, a trentadue anni, senza aver potuto processare a fondo gli avvenimenti dei quali è stato protagonista indiscusso.
Ritrovatosi imprigionato in questo limbo che è la sua memoria, affollata dei ricordi di una vita breve ma intensissima, il nostro Nerone ripercorre in un eterno loop la vita e le emozioni che ha vissuto, alla spasmodica ricerca di una salvezza eterna che forse non arriverà mai.
Ma Nerone è soprattutto un uomo della contemporaneità: egocentrico, sfrontato, amante del popolo e per questo avversato dai nobili, sarà protagonista della prima “fake news” della Storia, quell’incendio di Roma sul quale oggi anche gli storici tendono a discolparlo.
Ad accompagnarlo in questo viaggio a ritroso nei meandri della sua vita ci saranno proiezioni oniriche e stralci di voci dal passato di uno dei migliori interpreti neroniani, tracce visive e sonore che guideranno Nerone nel labirinto contorto della sua mente in un vero “spettacolo nello spettacolo”, alla ricerca della salvezza da quella “damnatio memoriae” impostagli dalla Storia ben oltre ciò che l’uomo e l’imperatore fu.
Impreziosiscono lo spettacolo i contribuiti grafici sulla scenografia degli utenti della cooperativa sociale L’Albero e la Rua di Sansepolcro (Arezzo).

Riccardo Bartoletti

 

 

Marisa Laurito

LYSISTRATA


Spettacolo audiodescritto per il
pubblico non vedente e ipovedente


SPETTACOLI TEATRALI PRODUZIONI

Presenta

Marisa Laurito

in

LYSISTRATA

da Aristofane
Adattamento di Nicasio Anzelmo e Mario Scaletta

Con

Mario Scaletta

e

Monica Guazzini

Costumi  Graziella Pera
Musiche Federico Capranica
Scene Daniele Cupini
Organizzazione Tania Corsaro

Regia

Nicasio Anzelmo

In collaborazione con
TEATRO DELLA CITTA’
Centro di produzione teatrale

 

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Personaggi e interpreti
Lisistrata – Marisa Laurito
Commissario/Cinesia – Mario Scaletta
Mirrina – Monica Guazzini

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Durata dello spettacolo: 90 minuti circa
Numero atti: uno
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Uno spettacolo in  tempo di guerra
Che ha come antidoto per la pace l’amore e il sesso!

 

NOTE DI REGIA
Affrontare questo testo  necessita  una presa di posizione nei riguardi dei vari importantissimi temi che la scrittura di Aristofane riesce ad affrontare. La  guerra, l’emancipazione femminile, pacifismo e la condizione della donna.
Anche se oggi il tema dell’emancipazione può risultare fuori moda rimane pur sempre interessante verificare come nella drammaturgia antica questo valore aggiunto abbia avuto il suo sviluppo ad iniziare da Euripide (una per tutte Medea).  In questo testo questa emancipazione si sviluppa attraverso una fattiva collaborazione tra donne, anche di diverse città, che appaiono qui più che mai consce delle loro possibilità nell’imporre la propria volontà agli uomini. Le donne, che di solito sono sottomesse,  (I loro compiti principali erano in quello di procreare  – funzione estremamente importante in un tempo in cui le guerre con le città nemiche erano molto frequenti –  e badare alle questioni domestiche) in questo testo rovesciano il mondo maschilista per ottenere con la parità di sesso, impensabile a  quei tempi, la pace!

E’ uno spettacolo pensato in un periodo di “guerra”, di altra natura (ma sempre di guerra si tratta). Regolamentato dalle future  “condizioni speciali per la messa in scena” 3 attori raccontano e vivono la Lisistrata di Aristofane.  E’ un gioco musicale, una gioiosa commedia musicale, dove Lisistrata e i personaggi, aiutati dalle canzoni,  narrando cos’è la guerra,  invitano ad usare “l’antidoto” per la pace: l’amore e il sesso.

 

 

IL BORGHESE GENTILUOMO


Spettacolo audiodescritto per il
pubblico non vedente e ipovedente


In relazione alle avverse condizioni meteo che vari istituti prevedono per questa sera, si rende noto che il servizio meteo ARPAE Emilia-Romagna, prevede a Sarsina piogge leggere nel pomeriggio con schiarite in serata, come da slide di cui di seguito:

   
Considerato che l’Arena Plautina è dotata di una copertura mobile a protezione, sia del pubblico, sia degli attori, si ritiene quindi di poter confermare la messa in scena dello spettacolo “Il borghese gentiluomo”.
Visto il rilevante abbassamento delle temperature, si consiglia però di adeguare il proprio abbigliamento.
La copertura mobile dell’Arena Plautina potrebbe  dimostrarsi inefficace in caso di violenti temporali o “trombe d’aria”, allo stato attuale comunque non previste per la serata.
L’organizzazione del Festival non si assume comunque alcuna responsabilità qualora improvvisi e non previsti cambiamenti meteo dovessero impedire o interrompere la messa in scena dello spettacolo.
E’ comunque possibile visionare le immagini della webcam presente a Sarsina, cliccando qui!


presenta

Vito

in

IL BORGHESE GENTILUOMO

da Molière

con

Matteo Alì, Tamara Balducci, Filippo Beltrami,
Leonardo Bianconi, Elisa Lolli, Giulio De Santi
e Chiara Sarcona

Drammaturgia e Regia

Gabriele Tesauri

 

Scenografia Donatello Galloni
Costumi Marco Guion per “La Bottega del Teatro”
Light designer Giancarlo Vannetti
Assistente scenografa Francesca Tagliavini
Tecnico luci Riccardo Carbone
Macchinista Cristiano Boldrin

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Personaggi e interpreti
Monsieur Jourdain – Vito (Stefano Bicocchi)
Madame Jourdain – Elisa Lolli
Lucilla – Chiara Sarcona
Dorante – Giulio De Santi
Dorimene/Armando – Filippo Beltrami
Cleonte – Matteo Alì
Coviello – Leonardo Bianconi
Nicoletta – Tamara Balducci
Il maestro di danza – Leonardo Bianconi
Il maestro di musica – Giulio De Santi
Il maestro di scherma – Filippo Beltrami
Il maestro di filosofia – Matteo Alì
La sarta – Chiara Sarcona

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Durata dello spettacolo: 115 minuti, con intervallo
Numero atti: due
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PRESENTAZIONE
Nella Francia di Molière la società è rigidamente separata: da una parte il popolo, dall’altra la nobiltà. Il confine tra le due parti è invalicabile. Nella seconda metà del 1600 inizia però a crescere e a prosperare una nuova classe, quella dei borghesi. Anche per loro il confine non si può superare: possono pure avere più denaro di certi nobili che hanno scialacquato il loro patrimonio, ma le porte della nobiltà per loro restano chiuse.
In questa meravigliosa commedia satirica viene messo sotto osservazione “il borghese”, il commerciante arricchito che, pieno di comica ambizione, vorrebbe oltrepassare quel confine. Non c’è da parte di Molière nessuna critica sociale. La società per lui e per i suoi contemporanei è giusta così: sbaglia e viene sbeffeggiato chi cerca di cambiarla. Monsieur Jourdain, il protagonista, viene sfruttato e ridicolizzato da una schiera di improbabili “professionisti” che approfittano del suo ingenuo carattere.
Siamo ancora ben lontani dalla Rivoluzione che farà saltare tutti i confini: Molière desidera solamente farci divertire con una commedia che dopo più di tre secoli non ha perso nulla della sua forza comica.

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NOTE DI REGIA
di Gabriele Tesauri
Per la prima collaborazione tra la nostra compagnia e Vito abbiamo scelto uno testo che possiamo definire un “inno al teatro comico”. Lo abbiamo fatto con la volontà di reinterpretare una commedia classica attraverso l’abilità degli interpreti, mantenendo fede alla volontà di Molière di divertire il suo pubblico attraverso l’osservazione e lo svelamento delle piccole ipocrisie che appartengono a quella borghesia che dopo qualche secolo sarebbe divenuta la classe dominante e nella quale oggi ci riconosciamo. Il personaggio del borghese viene qui messo sotto la lente d’ingrandimento per il suo carattere, la sua buffa volontà di emancipazione, ma non per descrivere una sorta di rivincita sociale. Si tratta quindi di un’analisi di un carattere che potremmo definire universale. Alla base di questo
progetto c’è dunque la volontà del divertimento da parte degli attori di interpretare questi personaggi senza tempo, il divertimento da parte della regia di ricostruire un testo rendendolo più vicino alla sensibilità contemporanea senza snaturarlo nella sua forza comica, e il divertimento da parte del pubblico nel riscoprire la qualità di una macchina teatrale che resiste dopo quattro secoli dalla sua scrittura originale.

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Video trailer: https://youtu.be/tFAmKJO1sYQ

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NoveTeatro è un ente di produzione e di formazione fondato nel 2007.
All’attività di produzione, che vede attiva una compagnia stabile di professionisti, formatisi nelle principali accademie nazionali e internazionali, affianca sin dalla sua nascita una ricca attività di teatro civile e di formazione, con all’attivo dai 150 ai 200 allievi che frequentano la sua scuola di teatro.
E’ sostenuto dal 2015 dalla Regione Emilia Romagna come Organismo di produzione di spettacolo attraverso la L.13/1999 e dal 2018 è riconosciuto dal Mibac – Ministero per i beni e le attività culturali come Impresa di produzione di teatro di innovazione nell’ambito della sperimentazione. Dal 2016, infine, è ente gestore del Teatro Comunale Pedrazzoli di Fabbrico.

 

 

 

Massimo Venturiello

AULULARIA


presenta

Massimo Venturiello

in

AULULARIA

da Tito Maccio Plauto

con

Massimo Boncompagni, Simone Cástano
Fabrizio Careddu, Ludovico Röhl

scene Matteo Soltanto
costumi Gloria Fabbri
direttore organizzativo Riccardo Bartoletti
direttore di scena Antonio Salerno
organizzazione Valentina Santi

 

Regia

Cristiano Roccamo

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Personaggi e interpreti

Euclione
– Massimo Venturiello
Megadoro – Massimo Boncompagni
Lare, Antrace e Liconide – Simone Càstano
Eunomia e Strobilo – Fabrizio Careddu
Staffila, Congrione e Trottola – Ludovico Röhl

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Durata dello spettacolo: 80 minuti
Numero atti: uno
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NOTE DI REGIA
“Aulularia” è una delle commedie che più ha influenzato il teatro seicentesco ma anche il cinema moderno.
Vero è che “L’Avaro” di Molière è di fatto quasi una copia autentica dell’opera di Plauto e che a rifarsi all’ “Aulularia” è anche il film di Totò “47 morto che parla”. Questa commedia è stata raccontata anche in un fumetto di Topolino, e più precisamente nella storia “Zio Paperone e la pentola d’oro” dove i personaggi sono interpretati dai paperi Disney.
Nel nostro allestimento degli ipotetici edifici si affacciano su una piazza.
Euclione abita una casa povera, povertà che si esalta al confronto con la ricchezza della casa del suo vicino Megadoro.
Il nostro avaro è il massimo esempio di essere umano attaccato alla ricchezza, così tanto da non volerla mai toccare ed abbandonare. Euclione è più avaro di Arpagone, che in diverse occasioni citeremo nel nostro allestimento, e ancor più del Fazio di Ariosto.
La nostra Aulularia è un omaggio alla storia della commedia occidentale.Solo attori uomini ad interpretare anche i personaggi femminili.  In Euclione riconosceremo Shylock, Arpagone, Fazio od un qualsiasi avaro di un mondo antico.
Ambientato in un’epoca senza tempo, riscritto citando Shakespeare, Ariosto e Molière, lo spettacolo porterà in scena i tipi fissi plautini che si muoveranno tra intrecci comici e sentimenti cinici e sarcastici tipici, non solo della commedia plautina, ma anche della moderna stand up comedy.

Cristiano Roccamo

Terme Santa Agnese

Le Terme Santa Agnese sorte sull’impianto di epoca romana, testimoniate da preziosi reperti, sono le terme pubbliche più antiche dell’Emilia-Romagna; sono alimentate da benefiche sorgenti di acqua ipertermale bicarbonato-alcalina solforosa dalle straordinarie proprietà curative. La dimora d’epoca dei granduchi di toscana che ospita l’hotel 4 stelle è collocata nel cuore di Bagno di Romagna, ai confini del territorio del Parco Nazionale Foreste Casentinesi. L’hotel dispone anche di un ampio parco verde dove rilassarsi a contatto con la natura e offre ai propri ospiti un’esperienza di soggiorno completa ed emozionante: dai benefici dei trattamenti termali ed estetici, al piacere di un’alimentazione sana e corretta con prodotti a km.0, dalle interessanti visite guidate storico- culturali alle escursioni naturalistiche lungo i sentieri del Parco. Il piacere di una vacanza rigenerante e di benessere a 360°.

Per maggiori informazioni: www.termesantagnese.it
mail: info@termesantagnese.it
telefono: 0543/911018

Giuseppe Gentili

Il valore aggiunto della Consulenza
Comprendere le esigenze, e instaurare un rapporto di reciproca fiducia, che per alcuni Clienti dura da più di 30 anni, è da sempre il mio obiettivo principale. Con tatto e riservatezza cerco di capire quale possa essere il suo rapporto nei confronti del denaro: è la fase più importante e delicata, che può durare anche per più incontri, e che va affrontata con la massima trasparenza, senza nascondere nulla. Di solito si pensa che un Consulente sia riservato solo ai ricchi… mentre le minacce al patrimonio riguardano tutti, soprattutto i più inesperti, o coloro che, per pigrizia o mancanza di tempo, tendono a rimandarne il controllo. Prima di fare un acquisto importante, ma a volte anche di poco conto, passiamo ore nella consultazione di siti web e riviste specializzate, confrontiamo marche e caratteristiche e ci riempiamo di preventivi prima di scegliere. Invece, se dobbiamo investire del denaro… ci fidiamo del consiglio del primo interlocutore disponibile, o di parenti e amici. Compreremmo un’ auto solo perché, dopo una lunga attesa nel salone, ce la consigliano allo sportello?

Per maggiori informazioni: www.giuseppegentili.it

 

 

UFFICIO TEATRO

Giampaolo Bernabini
Istruttore Servizi Culturali e Turistici
Largo Alcide De Gasperi, 9 - 47027 Sarsina FC
Tel. 0547 94901 - Fax 0547 95384
cultura@comune.sarsina.fc.it
organizzazione@plautusfestival.it

UFFICIO BIGLIETTERIA

Aperto dai primi giorni del mese di luglio fino al termine del Festival

Alessandra Bagaglia
Via IV Novembre, 13 - 47027 Sarsina FC
Tel./Fax 0547 698102
info@plautusfestival.it