Serial killer per signora


 

 

Spiace all’Organizzazione dover comunicare che,

causa malattia di Gianluca Guidi,

lo spettacolo

SERIAL KILLER PER SIGNORA

previsto al Plautus Festival domenica 7 agosto

è stato

ANNULLATO

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Messaggio di Gianluca Guidi al Plautus Festival:
«Carissimi amici di Sarsina, con rammarico , a causa di un importante abbassamento vocale che mi ha reso afono, ho dovuto chiedere alla vostra gentilissima Direzione Artistica di annullare la replica di “Serial Killer per Signora” che mi vedeva (assieme all’amico Giampiero) protagonista sul Vostro palcoscenico.
Sono cose veramente spiacevoli che purtroppo accadono.
Mancavo da Sarsina dal lontano 2000 e mi avrebbe fatto piacere tornare in quel teatro bellissimo.
Sono certo di aver recato disappunto al pubblico e all’organizzazione (in tempi così difficili per il Teatro privato italiano).
Altresì spero vorrete comprendere il mio imbarazzo e dispiacere nell’aver dovuto prendere atto dell’impossibilità dì poter sostenere vocalmente il corretto impegno artistico.
Spero non passino altri vent’anni prima di poterci rivedere.
Scusandomi ancora,
Vogliate accettare i miei più cordiali saluti.»
Gianluca Guidi
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Ente Teatro Cronaca – Vesuvioteatro – NAPOLI

in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi

presentano

Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia

in

SERIAL KILLER PER SIGNORA

musical di Douglas J. Cohen, da un racconto di William Goldman
traduzione e adattamento di Gianni Fenzi e Gianluca Guidi | traduzione delle liriche Giorgio Calabrese
con Alice Mistroni e Teresa Federico

scene e costumi Annamaria Morelli
movimenti coreografici Stefano Bontempi
direzione musicale Riccardo Biseo
disegno luci Umile Vainieri
voce dello speaker Aldo Ralli
contributi video Giacomo Di Niro e Alfredo Betrò
foto Marco D’Elia

Regia
Gianluca Guidi




Personaggi e interpreti
Cristopher Kit Gill – Gianluca Guidi
Morris Bromo – Giampiero Ingrassia
Sarah Stone – Teresa Federico
Flora Bromo, Alice Sullivan, Carmella, Alexandra Gill, Sadie – Alice Mistroni

 


Trama
Cristopher Kit Gill e Morris Bromo sono i protagonisti di Serial Killer per signora. Non si conoscono. Nessuno dei due sa dell’esistenza dell’altro.
Kit è un attore disoccupato, da poco orfano di una madre che ne ha marchiato a fuoco la vita: una grande attrice, troppo impegnata per donare l’affetto e le attenzioni di cui un figlio avrebbe bisogno, della quale Kit tenta di emulare il successo in modo assai diverso.
Morris è un detective della polizia di New York, non più giovanissimo. Ha scelto di rimanere vivo e di non cercare clamori carrieristici. Nemmeno la vita privata brilla: vive ancora a casa con la madre, una signora ebrea invadente e possessiva.
Poi il primo omicidio: commesso da una psiche malata, tanto malata da telefonare al distretto di Polizia per lamentarsi della poca attenzione che la stampa gli ha dedicato.
Kit cerca Morris. Inizia un rapporto simbiotico tra i due e le loro rispettive “carriere”.

Note di regia
“Un killer in città, può provocare il caos, e che detective lo impacchetterà” canta Morris ad un certo punto della commedia. Questa frase stigmatizza il percorso dei due protagonisti. Kit, uccidendo, ottiene la prima pagina del New York Times, secondo la sua mente malata raggiunge il successo. Morris ne diventa l’inseguitore e potenziale carnefice, dando lustro alla sua sbiadita carriera. Nutrendosi uno dell’altro, iniziano una gara senza esclusione di colpi che, inevitabilmente, avrà un solo vincitore.
Se volessimo addentrarci brevemente in una descrizione più profonda del loro rapporto, potremmo tranquillamente asserire che, sebbene in forma assai più lieve e edulcorata, sono l’uno il compendio dell’altro, quasi a voler risvegliare un saggio shakespeariano a firma di René Girard intitolato Il Teatro dell’Invidia in cui si descrive quella spirale che, a partire dal desiderio dell’essere di un altro (il desiderio mimetico), innesca un conflitto la cui violenza è domata solo sporadicamente mediante il sacrificio di una vittima designata.
Si intrecciano le vite dei nostri due eroi e del loro “Amore” (come dice Shakespeare ne I Due Gentiluomini di Verona): l’uno per l’altro, con altri rapporti normali e protagonisti di vite terrene: due madri, tre vittime ed una affascinante giovane donna dell’upper class newyorkese, che contribuirà non poco a mettere confusione nella vita del povero Detective Morris Bromo.

Appunti di viaggio di Gianluca Guidi
“Ciò che più atterrisce un regista è scrivere le note di regia o la presentazione di uno spettacolo che metterà in scena dopo 6 mesi. Spesso le buone idee arrivano poco prima della prova generale, e mentre sei felice di aver risolto uno o più problemi, ti dici: “bello, certo le note di regia di sei mesi fa… ah, se avessi potuto scriverle ora!” Nel caso di Serial Killer per Signora, però – mi si consenta il paragone più che mai azzeccato – si tratta di un ritorno sulla scena del delitto.
Era il 2001 quando ho prodotto e diretto (senza interpretarlo) questo spettacolo per la prima volta. Fu un’esperienza felice: la mia prima regia. Piacque tantissimo, mettendo d’accordo critica e pubblico.
A distanza di quindici anni ne curo una seconda edizione, con delle differenze: non produco più, ne sono sempre il regista, interpreto uno dei due ruoli maschili ma spero nel medesimo esito. Ecco perché reputo più appropriato
chiamare queste poche righe ”appunti di viaggio”.
Il testo di Douglas J. Cohen (autore sia delle musiche che della drammaturgia) mi è familiare da 15 anni, ed il mio viaggio teatrale dopo 3 lustri mi riporta qui.
Il teatro, tendenzialmente, dovrebbe sempre raccontare una storia; a volte, purtroppo, la si sacrifica per qualche non meglio identificato onanismo di palcoscenico che non porta acqua al mulino di nessuno.
Dalla precedente edizione porto con me la brillante e colta versione delle liriche di un grande maestro della musica leggera italiana Giorgio Calabrese, la direzione musicale originale di Riccardo Biseo con materiale aggiunto e orchestrato da Ciro Caravano e parte della traduzione di allora a firma del mio grande amico Gianni Fenzi.
Dopo il successo di Taxi a due piazze, virare decisamente verso qualcosa di completamente diverso, è sembrata la scelta più naturale che Giampiero Ingrassia ed il sottoscritto avrebbero dovuto fare.
Speriamo di incontrare di nuovo il favore di pubblico e critica che ci hanno accompagnati nel precedente spettacolo.
E poi chissà, magari faremo un viaggio sulla luna, che di ‘sti tempi, anche per disintossicarsi un po’…
Con il medesimo affetto che dura da 30 anni di palcoscenico, ma (purtroppo) un po’ più disilluso.”

Gianluca Guidi

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Giampaolo Bernabini
Istruttore Servizi Culturali e Turistici
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Aperto dai primi giorni del mese di luglio fino al termine del Festival

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