Mostellaria

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Il PLAUTUS FESTIVAL

presenta gli attori del

Master Class Teatrale
del Plautus Festival

in

MOSTELLARIA
di Tito Maccio Plauto

Regia di Cristiano Roccamo

PRIMA NAZIONALE

Trama
Mentre il padre Teopropide, un ricco mercante di Atene, è assente da lungo tempo per affari, il giovane Filolachete si dà alla pazza gioia assieme all’amico Callidamate, assistito dall’ingegnoso e sfrontato servus Tranione, che ha anche dovuto procurarsi un prestito rilevante per riscattare la bella Filemazio, una cortigiana amata dal padroncino. Torna inaspettatamente il padre, mentre è in corso un gran banchetto. Tranione spranga la porta, e per impedire a Teopropide di entrare inventa che la casa è abitata da un fantasma. Giunge nel frattempo un usuraio per riscuotere un credito, e Tranione è costretto ancora a mentire, affermando che il denaro è servito a comprare un’altra abitazione. Teopropide chiede di vederla, e il servo escogita nuovi geniali trucchi per mostrargliela, ingannando anche il vero proprietario. Infine la verità viene a galla, e solo l’intervento di Callidamate che promette di soddisfare personalmente ogni debito, salva Tranione dall’irosa furia di Teopropide.

Alcune curiosità su questa commedia.
Nella commedia “Mostellaria“ c’è una battuta, l’unica all’interno delle opere di Plauto, che fa accenno a Sarsina e all’Umbria, regione che nell’antichità era molto più estesa dell’attuale e della quale Sarsina faceva parte.
All’Umbria si riferisce Gerolamo definendo Plauto, “Sarsinate dell’Umbria”, ma ad essa si riferisce anche lo stesso Plauto in un passo della “Mostellaria” dove si trova un gioco di parole tra umbra (“ombra”) e Umbra (“donna dell’Umbria”).
Nel passo in questione (vv. 769-770) “Quid, Sarsinatis ecqua est, si Umbram non habes?”, un personaggio, il vecchio Simone, dice che la sua casa è ben soleggiata, che non c’è mai umbra («ombra»), e l’altro, il servo Tranione, gli replica scherzosamente: «Ah, sì? Non c’è almeno una Sarsinate, se non hai un’Umbra (Umbra)?».
La battuta all’epoca doveva risultare, con ogni probabilità, ancor più spiritosa considerato che «donna di Sarsina» e «donna Umbra» erano la stessa cosa, ma pure che Sarsina era nota agli spettatori come la patria di Plauto, autore della commedia.
L’effetto comico era poi accentuato dal fatto che, come tutto lascia supporre, almeno nella prima rappresentazione, era lo stesso Plauto a recitare la parte del vecchio Simone.

 

 

 

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