miles

Miles Gloriosus


Spettacolo audiodescritto
per non vedenti e ipovedenti


presenta

Flavio Albanese Giovanni Guardiano – Luigi Moretti

in

MILES GLORIOSUS

gli adulatori son simili agli amici come i lupi ai cani

di Tito Maccio Plauto

Traduzione di Marinella Anaclerio

con

Stella Addario, Antonella Carone, Patrizia Labianca,
Loris Leoci, 
Tony Marzolla, Dino Parrotta

Scena: Pino Pipoli  |  Costumi: Stefania Cempini
Disegno luci: Mauro Marasà  |  Assistente alla regia: Antonella Ruggiero
Organizzazione: Tiziana Laurenza  |  Comunicazione: Daniele Pratolini

Regia di

Marinella Anaclerio

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Personaggi  e  Interpreti
Pirgopolinìce  >  Giovanni Guardiano
Artotrògo  >  Loris Leoci
Palestrione  >  Flavio Albanese
Periplecòmeno  >  Luigi Moretti
Scèledro  >  Dino Parrotta
Filocomasio  >  Patrizia Labianca
Plèusicle   >  Tony Marzolla
Lurcione  >  Loris Leoci
Acroteleuzio  >  Antonella Carone
Milfidippa  >  Stella Addario
Carione  >  Loris Leoci
Uno schiavetto  >  Stella Addario
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Durata spettacolo: 105 minuti
Numero atti: atto unico
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Note di regia
Pirgopolinice è un fantastico sbruffone, un gioioso pavone, esagerato, spudorato, vitale. La distanza tra ciò che è e ciò che crede di essere è tale da irritare profondamente chiunque abbia un po’ di buon senso. Ci sono tempi in cui un personaggio come il suo, perfino sulla scena è troppo, risulta distante da qualsiasi possibilità di riflesso nella realtà, senza dunque il mordente necessario per far scattare nello spettatore quel meccanismo di godimento nel veder messo in ridicolo un vizio che subisce. Ci sono tempi invece, ahimè, in cui la realtà supera di gran lunga la favola e il povero Pirgopolinice è un ritratto a tinte forti di ben più consapevoli e colpevoli vantoni.
In una Efeso, simile all’originale quanto l’ambientazione di certi western spaghetti al far west, si consuma la tragicomica truffa di un gruppo di sfaccendati di vario genere ai danni di un soldato che ha due debolezze: le donne, meglio se sposate, ed essere adulato. Ha una divisa, dunque un potere, e molti soldi, che dispensa generosamente per soddisfare questi peccatucci. Do ut des. Normale. Perché tutti dunque lo odiano? Ha rapito e tiene segregata una giovane meretrice, e non fa altro che millantare meriti ed imprese. Tutti fingono simpatia e perfino amore per lui per aver qualcosa in più di ciò che gli spetta, tutti pronti a godere nell’improvvisare vere e proprie recite in favore del credulo pavone, ma pavoneggiandosi a loro volta della loro abilità nel sostenere il ruolo stabilito: l’amico fidato, il servo fedele, il vicino premuroso, la fidanzata amorevole e così via. Così la strada diventa scena e il teatro da mezzo diventa fine e le parole di Giulietta si mescolano a quelle di Ofelia in un pout pourry da serata d’onore. Ne risulta una gara tra attori consumati dove l’unico spettatore pagante in conclusione, viene imbrogliato, derubato e malmenato. L’eccesso è sempre un vizio… a prescindere dal contesto.
Non si può certo definire Plauto un moralista di quelli che per punire il vizio chiama in causa la virtù, semmai un cinico commediante che, da commediante, racconta di gente che non vedendo in giro molti ideali per cui valga la pena essere coerenti, cerca di sopravvivere e divertirsi, e forse anche di vendicarsi un po’ di essere costretta a recitare per vivere… Ed è questo piacere dell’attore, questo gusto per la citazione teatrale, sempre in agguato nel testo, che ha comportato per me il principale obiettivo nel costruire il gioco scenico. Insomma una commedia adatta ai tempi di grandi commedianti in cui viviamo.
La struttura linguistica delle commedie plautine è incredibilmente varia: parti in prosa, recitativi ed “arie” i cantica appunto, dei quali le partiture sono andate perdute. Ho cercato di rendere tale ricchezza lavorando ad una traduzione drammaturgica, cioè una traduzione che fosse già una proposta di regia, forzando in alcuni casi l’assetto di un personaggio in funzione della resa generale del testo.

Marinella Anaclerio

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Se vuoi leggere il riassunto critico del Miles gloriosus di Plauto  tratto da volume Tuttoplauto. Un profilo dell’autore e delle commedie, a cura di Renato Raffaelli (Edizioni QuattroVenti Srl, Urbino 2014), clicca qui.

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La Compagnia del Sole, produttrice dello spettacolo, ringrazia il Teatro Stabile delle Marche ed il Tau

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Il “Miles Gloriosus” è stato precedentemente rappresentato al Plautus Festival nei seguenti anni:
> 1956: Centro Universitario Teatrale di Parma
> 1968: con Alberto Lupo, Grazia Maria Spina, Mario Pisu
> 1973; con Arnoldo Foà
> 1978: Teatro di Cento
> 1981: con Lelia Mangano, Cochi Ponzoni, Carlo Croccolo
> 1990: con Carlo Croccolo
> 1993: Gruppo Teatro Aperto di Cesena
> 1998: Stefano Masciarelli, Salvatore Marino
> 2001: Laboratorio Teatrale del Plautus Festival
> 2008: Edoardo Siravo e Laboratorio Teatrale del Plautus Festival
> 2010: Laboratorio Teatrale del Plautus Festival
> 2011: Vanessa Incontrada e Maximilian Nisi
> 2015: Laboratorio Teatrale del Plautus Festival
> 2016: Ettore Bassi

 

 

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