La commedia Plautina

Tito Maccio Plauto è forse il più importante commediografo dell’antica Roma, sicuramente tra i più significativi e prolifici autori dell’antichità latina, esponente del genere teatrale anche noto come “della Palliata”. Grazie a Plauto, il teatro nella Roma antica raggiunge il suo apice per quel che riguarda la commedia. Fin dai tempi antichi gli sono stati attribuiti circa centotrenta commedie, di cui solo ventuno sono giunte fino a noi. Commedie che hanno contribuito senza meno a far evolvere il rapporto della società romana con il teatro, riuscendo addirittura a sfidare il rigore censorio dei “costumi antichi”.

Lo Stile Plautino

Tito Maccio Plauto adatta i temi e i personaggi greci al pubblico romano, rispettando tutti i crismi del genere teatrale Palliata, nascondendo però dietro ad una Grecia spesso improbabile tematiche riconoscibile e riconducibili al mondo romano a lui contemporaneo, una sorta di Manzoni ante litteram.

Plauto si ispira ai modelli greci per cercare e creare nuove soluzioni come, per esempio, invenzioni linguistiche, intrecci, battute, musiche e danze, arrivando a realizzare quasi dei musical. Plauto ricerca nel passato delle idee per il futuro.

La grande forza di Plauto, simbolo della commedia romana antica, sta appunto nel “comico” che riesce ad estrapolare dalla singole situazioni, dalla creatività verbale.

opera_plautoLo schema della commedia plautina

Ci sono alcuni tratti estremamente distintivi della commedia di Plauto, facilmente riconoscibili e descrivibili.
Prima della commedia vi è sempre un argumentum, una sintesi della vicenda. In alcuni casi esistono addirittura due argumenta, e uno dei due è addirittura acrostico, in quanto le lettere iniziali dei singoli versi compongono il titolo della commedia. All’inizio della commedia è sempre presente un prologo, in cui un personaggio, una divinità oppure un’entità astratta, personificata, presentano l’argomento della rappresentazione.

Un’altra peculiarità della commedia plautina è la facilità nella distinzione nitida, secondo gli antichi dettami, tra i deverbia e i cantica, ovvero tra le parti dialogate, dove gli attori parlano tra loro e le parti cantate, per lo più monologhi.

Plauto, nella sua commedia, ricorre spesso allo schema classico dell’intrigo amoroso, dove il sogno d’amore incontra sempre delle difficoltà che poi verranno superate.

Il riconoscimento finale, il più conosciuto agnitio, è un ulteriore elemento strutturale importante nella commedia di Tito Maccio Plauto, grazie al quale anche le vicende più intricate, più agognate, trovano una fortunosa soluzione. Per esempio ragazze che compaiono in scena come cortigiane o schiave riescono a recuperare la piena libertà, trovando anche l’amore. Un lieto fine in chiave plautina.

Il Servus: personaggio centrale della commedia plautina

Il servo rappresenta una figura centrale nel metateatro plautino. Il servus è tra i personaggi più utilizzati nella commedia di Plauto, ha doti che lo fanno essere eroe e beniamino dell’autore oltre che degli spettatori. Questa figura aiuta sempre il protagonista a superare le difficoltà facendo ricorso all’astuzia, utilizzando inganni e trabochetti.

Esistono diverse tipologie di servo, come figura teatrale, per esempio il Servus currens o il Servus imperator. Nella commedia di Plauto però si delinea chiaramente meglio la figura del servo intrallazzatore. Rappresenta il motore della storia, è sempre al corrente di ciò che accade e trova spesso la soluzione giusta ad ogni situazione o problema.
Viene definito servo  abile e astuto, molto affezionato al suo giovane padrone tanto da cercarne di favorire l’amore. Il servus è l’artefice della beffa, espediente narrativo fondamentale per rendere la vicenda comica grazia ad intrighi e menzogne.
Come la cifra stilistica della commedia plautina, anche il servus callidus trae origine dalla commedia greca.

plauto_profiloPlauto e la Vis Comica

L’eccezionale comicità espressa dalla commedia plautina è prodotta da fattori diversi: una scelta ponderata del lessico, un sapiente utilizzo di espressioni e figure estrapolate dal quotidiano e una fantasiosa ricerca di situazioni cariche di grande effetto comico.
Un altro elemento distintivo della comicità plautina è la beffa, sempre ordita e organizzata dal servus. Equivoci e scambi di persona, espressioni buffe e goliardiche, riferimenti a temi consueti, luoghi comuni, l’utilizzo dell’elemento corporeo, sono tutti espedienti che riescono a generare uno straordinario effetto comico.

 

L’opera di Plauto ha ispirato nei secoli moltissimi importanti drammaturghi del calibro di William Shakespeare, Molière e Lessing. Molte commedie di Tito Maccio Plauto sono state riproposte fino ai giorni nostri, a volte persino rielaborate e riadattate in chiave moderna.

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