I due gemelli… veneziani

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Spettacolo audiodescritto
per non vedenti e ipovedenti


 

in co-produzione con 53° FESTIVAL DI BORGIO VEREZZI
e con il sostegno REGIONE PIEMONTE

presenta

Jurij Ferrini

in

I DUE GEMELLI… VENEZIANI

libero adattamento di Natalino Balasso
da Carlo Goldoni

 

e con (in o.a.)

Francesco Gargiulo, Maria Rita Lo Destro, Federico Palumeri,
Stefano Paradisi, Andrea Peron e Marta Zito

 

Regia di

Jurij Ferrini

luci e suono Gianandrea Francescutti
scenografia Eleonora Diana
costumi Paola Caterina D’Arienzo
assistente alla regia Elisa Mina
foto di scena Stefano Roggero
organizzazione e promozione Chiara Attorre
produzione esecutiva Wilma Sciutto


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Personaggi e interpreti
Zantetto e Tonino (i due gemelli) >  Jurij Ferrini
Il dottore Balanzoni; Arlecchino > Francesco Gargiulo
Rosaura, figlia del dottor Balanzoni promessa a Zanetto  >  Maria Rita Lo Destro
Pancrazio > Federico Palumeri
Brighella, tuttofare in casa Balanzoni; Lelio, nipote di Balanzoni; facchino  >  Andrea Peron
Beatrice, amante di Tonino; Colombina, domestica in casa Balanzoni  >  Marta Zito
Florindo, amico di Tonino; Tiburzio, orefice, emissario; Bargello  >  Stefano Paradisi
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Durata spettacolo: 110 minuti circa, più intervallo
Numero atti: due

Meccanismi comici universali, perfetti e sempre funzionanti.
Tempi metrici, paradossi e rapidità d’esecuzione.
I copioni di Carlo Goldoni sono partiture musicali estremamente concrete e realistiche.

I copioni di Balasso anche!

 

SINOSSI
Zanetto arriva a Verona per sposare la bella Rosaura, figlia del rinomato dottor Balanzoni. Zanetto ha un fratello gemello, Tonino, fascinoso criminale.
I due gemelli non si vedono da dieci anni ma si assomigliano come due gocce d’acqua.
Il caso vuole che Tonino, in fuga dalla legge, si trovi anch’esso a Verona poiché deve ricongiungersi a Beatrice, affidata alle non troppo disinteressate cure dell’amico Florindo… una serie di coincidenze e rocamboleschi scambi di persona daranno luogo ad un trascinante gioco degli equivoci.

NATALINO BALASSO E CARLO GOLDONIGoldoni/Balasso, il teatro diviene strumento per svelare l’autentico volto del Mondo.
Nel Settecento, Carlo Goldoni scrisse una spassosissima commedia costruita sugli alterni interventi di due fratelli identici ma lontani nei comportamenti e nel modo di affrontare la vita al fine di dipingere con cinismo feroce, la decadenza antropologica e morale della Repubblica di Venezia.
Natalino Balasso si serve degli stessi meccanismi comici della commedia goldoniana, per rileggerla in chiave contemporanea. Tale operazione, ha come scopo quello di rivolgersi alla nostra epoca, riavvicinando il pubblico alle vicende e alle tematiche goldoniane, non limitandosi a una semplice spolverata linguistica, ma a un vero e proprio spostamento dei personaggi e dell’ ambientazione storica.
A tal proposito, Balasso immerge la vicenda negli anni ’70 italiani; epoca ormai lontana nel tempo, ma sicuramente più familiare e riconoscibile rispetto agli anni quaranta del settecento.
La struttura della commedia rimane intatta, così come lo scambio dei gemelli rimane centrale nella storia, ma il tutto viene perfezionato e ripensato per una società libera, in emancipazione come quella degli anni settanta.
In tal senso i personaggi diventano più complessi, più sviluppati, lontani dalla maschera stereotipica della commedia dell’arte, da cui l’autore veneziano già tentava di prendere le distanze.
Proprio grazie a questo spostamento si può godere e comprendere a pieno l’ironia più profonda di Goldoni, esaltata dallo stile sarcastico e pungente di Natalino Balasso.
I due gemelli è sia un classico goldoniano, che una scrittura originale contemporanea: due spettacoli in uno.
Uno spettacolo di puro divertimento.

NOTE DI REGIA
La nuova avventura dei gemelli veneziani è ambientata negli anni ’70. “C’era” dice Natalino Balasso “una curiosa gemellarità nei giovani di quegli anni, i movimenti di protesta, gli studenti, i giovani operai si erano polarizzati su due fronti opposti: comunisti e fascisti, rossi e neri”. Erano gli anni di piombo e quando non erano criminali erano tutti giovani che desideravano divorare la vita e lottavano da opposte fazioni per un futuro migliore.
Questo sguardo – da un punto di osservazione che si trova ormai a quasi mezzo secolo di distanza – coincide con il nostro presente. E allora nel grigiore di questa modernità disperante, presente distopico dove la bugia si accoppia con bugia, fino a far della  menzogna una compagna della vita quotidiana, immagino che questa commedia possa offrirci un interessante spunto di riflessione sul tema dell’apparenza. Perfino sul concetto di virtuale; che tende sempre più a sostituirsi al reale. O quanto meno a manipolare così facilmente la realtà da confonderci fino al più totale smarrimento, fino a farci cadere come allocchi nelle più improbabili fake news, nuove sottili armi di persuasione di massa.
Ecco perché la vicenda e l’intreccio – straordinariamente comico – delle disavventure di due fratelli gemelli, davvero identici, che non si vedono da anni e per puro caso si ritrovano a Verona per sposarsi, oltre ad esser motore di equivoci spassosi, può diventare un’allegoria della fallacità dei nostri sensi, delle nostre percezioni e di ciò che cade sotto di loro. Goldoni e Balasso sembrano volerci prendere in giro proprio sulla nostra poca lucidità.

Jurij Ferrini

JURIJ FERRINI
Jurij Ferrini, attore e regista teatrale, è una delle figure più riconosciute e significative del panorama teatrale italiano.
Nel 1991 inizia la carriera al Teatro Stabile di Genova con il quale collabora, senza interruzioni, fino al 2004. Mentre lo stabile genovese in poche stagioni fa di lui uno degli attori di riferimento per i ruoli primari, egli fonda nel 1996 Progetto U.R.T. Lavora con registi di fama internazionale come Benno Besson, Alfredo Arias e Matthias Langhoff e con quest’ultimo interpreta protagonisti del calibro di Klestakhov ne l’Ispettore Generale di N.Gogol – fra l’altro rappresentato con grande successo al Festival Cechov di Mosca.
Nel 2003, vince il premio Gassman come “miglior spettacolo dell’anno” con la regia di Tutto per Bene di Pirandello (Artisti Associati Gorizia) e il Premio Olimpico di Vicenza organizzato dall’ETI nella categoria “Miglior attore emergente”.
Dal 2005 ha lavorato con il Teatro Stabile di Torino collaborando con figure del calibro di Gabriele Vacis e Natalino Balasso. E’ stato interprete e regista del Cyrano De Bergerac (2014), uno spettacolo che al suo debutto ha raccolto in un solo mese oltre 5.000 persone al Teatro Gobetti e che ha proseguito una serie di sold out anche in tournée – e de L’Avaro (2015), che ha riscosso lo stesso identico successo sia a Torino che presso il prestigioso festival internazionale di Wuzen (Shangai) in Cina. Nel 2016, Misura per Misura che ha riconfermato il pieno successo di pubblico e critica delle precedenti produzioni con lo stabile torinese. Nel 2017 con  Le Baruffe Chiozzotte di C. Goldoni batte i 3 precedenti record d’incassi. Nel 2016, ha inoltre diretto ed interpretato I Manezzi Pe’ Maja’ ‘Na Figgia, commedia di N. Bacigalupo che fu resa celebre dallo storico interprete Gilberto Govi, in co- produzione Progetto URT con il Teatro Stabile di Genova registrando al teatro della Corte di Genova oltre 6000 presenze in sole 9 repliche.
Da qualche anno insegna meta-comunicazione presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Comparata e tiene lezioni all’Università di Genova .
Fonda e dirige dal 2016 la Shakespeare School, una scuola di perfezionamento per attori, con sede a Moncalieri (TO), con il patrocinio e il sostegno della Regione Piemonte.

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Jurij Ferrini
ha precedentemente calcato le scene del Plautus Festival nei seguenti anni:
> 2013: “La mandragola” di N. Machiavelli

 


ALTRI CONTENUTI

Progetto U.R.T. – Linea artistica
La nostra ricerca non finirà mai.
E quando raggiungerà la sua meta essa sarà solo un nuovo inizio:
come non fosse mai iniziata prima.
T.S. Eliot

La linea artistica della compagnia procede da sempre su un doppio binario: da una parte la produzione di spettacoli che rispondono ai richiami della più raffinata scena contemporanea (David Mamet, Israel Horovitz, Rodrigo Garcia, Raphael Spregelburd), dall’altra la produzione di opere classiche. Questi due filoni, solo all’apparenza paralleli, s’intrecciano fondando la propria radice comune nella sensibilità e nel lavoro di ricerca attoriale con cui vengono messi in scena.
La compagnia trae la sua forza da una grande qualità nella recitazione, da una enorme attenzione alla parola, alla stretta relazione fra gli interpreti e all’ “accadimento” dello spettacolo, ogni sera, per il pubblico. Il pubblico è fondamentale e l’emozione è quel perfetto punto d’incontro tra la Compagnia e le persone in platea. Ed è anche in questa triangolazione che consiste la qualità delle competenze artistiche collettive, figlie  di  una relazione  costante fra  gli  interpreti,  a  prescindere  dall’estensione  dei  propri  ruoli.  Come abili polistrumentisti di una big session band, gli interpreti della Compagnia sanno improvvisare e tenere alta la soglia di attenzione e conseguentemente quelle emotiva del pubblico.
La Compagnia è composta da attori con maggiore esperienza e molti giovani, anche under 25. Il prezioso e differente apporto creativo di ogni singolo attore è fondamentale nella fase di ricerca e allestimento di un progetto.  Esso  infatti non si limita alla mera esecuzione delle direttive registiche. Gli attori non sono solo interpreti di ruoli, ma sono loro stessi autori dello spettacolo e collaborano attivamente alla regia e alla sua costruzione. Il processo creativo è costantemente corale ed è molto partecipato, sentito, da tutte le componenti artistiche. Questa è la forma di ricerca ed è strettamente correlata al processo creativo: non è un fine ma uno strumento.

Progetto U.R.T. – Storia
Progetto U.R.T. (Unità di Ricerca Teatrale), nasce nel 1996 dall’incontro di un gruppo di attori diplomati alla Scuola del Teatro Stabile di Genova con l’idea di creare una compagnia teatrale indipendente.
In questi anni, la compagnia ha lavorato su grandi testi di grandi autori ormai divenuti classici quali Shakespeare, Pinter, Beckett, Brecht, Machiavelli, Cechov, Goldoni, Williams ma anche autori contemporanei viventi come Mamet, Horovitz,  Spregelburd  e Garcia; la compagnia ha prodotto più di quaranta spettacoli che hanno circuitato in tutte le regioni d’ Italia; tra i maggiori successi si ricordano Aspettando Godot (1998) e 2012 con la partecipazione di Natalino Balasso), Mandragola (2000) e (2013 con la partecipazione di Paolo Bonacelli) e il Cyrano De Bergerac, spettacolo realizzato in collaborazione con la Fondazione del Teatro Stabile di Torino in tournee dal 2014 e collezionista di numerosi sold out.
Importanti coproduzioni sono state realizzate con il Teatro Stabile di Genova, il Teatro Stabile di Torino e con il Teatro Regionale Alessandrino. La compagnia ha inoltre collaborato con registi del calibro di Gabriele Vacis e Cristina Pezzoli.
Nel 2010 Progetto U.R.T. è tra le 4 compagnie vincitrici del Bando della Regione Piemonte “Intervento a sostegno della produzione teatrale in Piemonte” e dal 1998 al 2014 è stato sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Dipartimento dello Spettacolo e, dal 1999, è sostenuto anche dalla Regione Piemonte – Assessorato alla Cultura.
Nell’autunno del 2016, in coerenza con la peculiarità della missione artistica della compagnia e della particolare attenzione riservata ai giovani interpreti, nasce la Shakespeare School, vera e propria scuola di perfezionamento nella recitazione, in cui Progetto U.R.T.
– nella persona di Jurij Ferrini – cura la direzione artistica e didattica, oggi alla sua terza edizione. La scuola è stata realizzata in collaborazione con Santibriganti Teatro a Moncalieri, città dell’area metropolitana di Torino. Alcuni fra migliori allievi sono stati inseriti nelle produzioni della compagnia. L’esperienza della Shakespeare School è stata inglobata e portata oltre dal progetto “Dalla Scuola al Palcoscenico” che ha ottenuto il sostegno del Mibac nel 2018. L’obiettivo centrale del progetto è quello di trasmettere il “mestiere del palcoscenico “ ai più giovani, attraverso la pratica diretta sul “campo” perché è proprio il palcoscenico a rimanere la scuola principale dei giovani attori.

UFFICIO TEATRO

Giampaolo Bernabini
Istruttore Servizi Culturali e Turistici
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Aperto dai primi giorni del mese di luglio fino al termine del Festival

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